Alessandro Pucci

Alessandro Pucci

Mi chiamo Alessandro Pucci, sono un autodidatta. Il mio incontro con la letteratura è avvenuto in modo progressivo: prima nei romanzi, poi nella saggistica ed infine nei classici della filosofia antica e moderna.

Lo spunto per le mie ricerche è cronologicamente prima teologico e poi filosofico. Studiavo il pensiero del Cardinal Jean Danielou già 35 anni or sono, quando fui tentato di entrare in seminario.

Sin da ragazzo sono affascinato dalla saggistica. Nei libri ho cercato orientamento per attraversare le tappe dell’esistenza, e non cedere all’indifferenza o alla rabbia di fronte al volto assurdo con cui la vita spesso si manifesta.

Ho letto la storia delle religioni monoteistiche di Hans Kung, Cristianesimo, Ebraismo, Islam.
Con i testi di Raimon Panikkar ho approfondito il sincretismo e le culture orientali.

Con gli scritti di Zigmunt Bauman ho viaggiato nella crisi dell’uomo moderno e contemporaneo. Mi ritengo un ricercatore nell’ambito del linguaggio.

Ho divorato libri che a loro volta mi hanno spinto verso altri testi. I libri si cercano a vicenda in una spirale infinita alimentata dalla vitalità della parola.

La parola è vita. Noi siamo i nostri pensieri, ed i nostri pensieri dipendono dalle nostre parole. Tra parola ed esistenza vi è stretta relazione e vicendevole influenza.

Lo stesso reciproco influsso che lega conoscenza e amore, proprio come insegna la filosofia.
Amiamo solo ciò che conosciamo, e conosciamo solo ciò che amiamo.
Proprio per questo la conoscenza è sempre un bene, e l’ignoranza è sempre un male. La prima costruisce città di pace, la seconda alimenta i conflitti.

Offro il mio limitato pensiero come modesto contributo all’immenso valore della verità, sperando di dissipare un po’ di ignoranza, e stimolare un po’ di conoscenza.