Tutta la vita è un grande atto di fede, riporre fiducia in qualcosa o in qualcuno. Occorre fiducia verso gli altri, verso il futuro, verso noi stessi. La fiducia nasce come tema spirituale, ma in quanto tale non appartiene affatto alla ristretta dimensione confessionale, ma attraversa la vita intera. Quello che siamo, quello che diventiamo, quello che ci succede, è per gran parte dipendente dal grado di fiducia di cui disponiamo.

Dalla fiducia in qualcosa, o fiducia in qualcuno, deriva il coraggio di vivere, dal coraggio derivano i progetti, le speranze, lo slancio per inseguire i sogni. La fiducia riguarda ogni aspetto ed ogni cosa, dalle più piccole alle più grandi. Tutto in fondo è un grande atto di fede. Occorre fiducia nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo, persino nell’aria che respiriamo.

Occorre fiducia nei farmaci che assumiamo, fiducia negli esami diagnostici, fiducia nei vaccini che somministriamo ai nostri figli. Occorre fiducia nel denaro, nell’economia, nelle banche, nelle aziende e nei lavoratori. Le più drammatiche crisi si instaurano proprio quando viene meno la fiducia negli uomini e nelle cose, fidarsi di qualcuno è necessario come l’aria che respiriamo.

Senza fiducia si può solo fare la guerra

Anche in economia occorre fiducia in qualcuno e in qualcosa. Il denaro che ci consente di vivere perderebbe di colpo ogni valore se il terrore della crisi finanziaria degenerasse e spingesse tutti a ritirare i propri depositi bancari. L’economia è di per se stessa una proiezione virtuale basata sulla fiducia. Il concetto stesso di credito che permette di finanziare gli investimenti e creare la circolazione del denaro tramite i consumi, è sinonimo diretto di fiducia.

Chi crede che il proprio lavoro e la propria fatica siano indipendenti rispetto alla credibilità generale nel sistema economico vive nel medioevo, in cui l’auto consumo prevedeva fatica enorme con l’unico scopo di non morire di fame.

Occorre fidarsi del proprio inquilino, del venditore che ci propone l’auto, nel datore di lavoro e persino nel sindacato. Non è ironia, è pragmatismo. Nessuno su questa terra ha il potere di controllare, governare, sapere esattamente, nulla. E’ nell’investitura della fiducia che si concede forza ai vincoli che instauriamo, ed è la fiducia che scatena le nostre migliori energie. Senza fede, si muore.

I neonati non cullati e coccolati rifiutano il cibo e si lasciano morire. Lo fanno pure gli animali domestici, la cui continua offerta di fiducia corrisponde ad una cieca scommessa sulle nostre premure nei loro confronti. Chi ci ama e vive di questo amore, sente continuamente il bisogno di rinnovare il patto di fiducia nei nostri riguardi.

La mancanza di credito distrugge ogni rapporto, spegne ogni speranza, la mancanza di fede annichilisce l’anima personale, le toglie linfa vitale, la depotenzia e la uccide. La prudenza è un’altra cosa rispetto alla mancanza di stima, di apertura, di speranza. La prudenza è necessaria, ma essa stessa è un grande atto di fede nel compromesso tra diffidenza e coraggio. Fidarsi di qualcuno è indispensabile.

La mancanza di fiducia nel particolare come nel generale, la mancanza di fiducia in qualcuno e in qualcosa,  è la principale causa della guerra permanente in cui la vita rischia di ridursi.  E’ la sfiducia negli altri che ci toglie una quantità immensa di energie. E’ la sfiducia nelle nazioni a costringere ad armarsi fino ai denti, ed a cercare continuamente risorse in giro per il mondo, dopo aver esaurito tutte le proprie nella ricerca della superiorità militare.