E’ sotto gli occhi di tutti l’alto grado di allarme sociale che investe purtroppo il nostro paese. Allarme a causa degli immigrati, a causa delle infauste previsioni per il futuro economico, allarme per l’incertezza politica.L’allarme sociale riguarda tuttavia in modo particolare la paura per i reati contro la persone, omicidi, rapine violente, violenze carnali ecc.

I mezzi di informazioni sono particolarmente prodighi nei riguardi dei reati contro la sicurezza personale, per ovvi motivi di interesse generale e per corrispondere alla domanda che sale dal pubblico su un tema così sentito. Tuttavia guardando molte fonti statistiche concordanti, i motivi di questo allarme sono decisamente ingiustificati, o almeno solo parzialmente comprensibili.

Prima riflessione: tutti i reati, tranne i furti in appartamento, sono in costante diminuzione da molto tempo. Omicidi compresi, femminicidi compresi, violenze carnali comprese.  Per fare solo un esempio, nel 1992 gli omicidi nel nostro paese superavano i 3 mila casi, negli ultimi tempi si attestano attorno a circa 450 casi annui. Seconda riflessione: i reati violenti dei paesi del sud Europa, e quindi anche del nostro paese, sono decisamente più bassi rispetto, percentualmente, al nord Europa o agli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti la città di New York, da sola, annualmente conta più omicidi  che tutta l’Italia. Il rapporto degli omicidi relativamente alla popolazione, tra USA e Italia, è di circa sei casi a uno. In assoluto il rapporto è di trenta a uno, ma il nostro paese ha una popolazione di circa un quinto rispetto a quella statunitense. Altra riflessione: molti reati violenti avvengono nell’ambito familiare, in particolare gli omicidi e gli stupri, quindi il già basso numero di casi italiani, rende ancora più piccolo il rischio nei confronti di persone sconosciute.

Insostenibile equiparazione tra immigrazione e criminalità

Venti anni fa il nostro paese contava pochissima immigrazione con un alto numero di reati.  La costante diminuzione dei crimini, accompagnata ad un progressivo e sostanziale aumento di cittadini extracomunitari, rende totalmente insostenibile l’equiparazione tra immigrazione e criminalità.

Queste non sono sensazioni personali ma dati statistici che chiunque può riscontrare con estrema facilità. In funzione delle fonti possono cambiare leggermente le cifre, ma non l’ordine di grandezza o i rapporti indicati. Queste considerazioni debbono spingerci a riflettere che l’ allarme sociale dilagante è tutto sommato frutto di una percezione errata. Come sappiamo quella che chiamiamo realtà è solo una rappresentazione frutto dei nostri modelli di pensiero.

Non significa sottostimare i rischi per il patrimonio o per l’incolumità personali, significa solamente cercare di comprendere che la paura o addirittura l’isteria, sono pessime consigliere.

Paura ed isteria, frutto di campagne di odio o magari anche legittimate da situazioni contingenti critiche e dolorose, non ci aiutano a vivere meglio ma al contrario rischiano di impedire la conoscenza e disarmare la saggezza. Gli unici strumenti civili  che un popolo non deve mai abbandonare per superare i suoi guai.