Manca nei nostri valori la cultura della sconfitta. Il pensiero occidentale ha avuto ed ha anche oggi molti meriti, tuttavia soffre di una fondamentale e decisiva contraddizione. Soffre il paradosso della ricerca della vittoria come strumento di completezza e sviluppo personali.

Il nostro mondo crede e punta troppo  nel successo materiale costruito sul denaro e sul potere. Denaro e potere, ma anche notorietà, rilevanza, consenso, sono tutte facce del culto dell’ego smodato che tutto avvelena. 

Puntare alla vittoria è ingenuo e fuorviante: la vita di ciascuno si svolge principalmente in un lungo elenco di sconfitte. Anche le vite straordinarie, le vite dei personaggi famosi che hanno fatto la storia, sono vite di successo solo viste dall’esterno. Dal punto di vista dei diretti interessati raramente lo è altrettanto.

Nessuna vita e nessun uomo può realisticamente scommettere sulla felicità basata sulla vittoria, perchè ricerca della vittoria significa partecipazione alla piramide del potere. Il vertice della piramide è uno solo, e tutti gli altri sono perdenti comprimari. Solo uno su mille ce la fa, diceva una canzone, forse con un certo tocco di eccessivo ottimismo.

Il successo è il principale trucco della mente. Assieme al potere esso divide gli uomini e li illude nell’inseguimento perpetuo di qualcosa che mai si potrà raggiungere.

La cultura del successo crea solo dolore

La vittoria ed il successo creano dolore durante le lunghe fasi preparatorie degli scontri e delle battaglie. Battaglie che spesso finiscono nella sconfitta. Anche nel fortunato e raro caso vengano vinte, quelle battaglie potranno produrre solo un unico risultato: la noia.

Vincere ed avere successo è possibile, l’impossibile è legare la vittoria a qualcosa di definitivo e realmente generatore di solida soddisfazione. Normalmente il successo provoca dolore durante la lunga marcia verso il suo raggiungimento, e crea noia nel raro caso della sua conquista.

Dolore, frustrazione, noia. Questa è la parabola della vittoria, per sfuggire alla quale occorrono nuovi stimoli e nuovi rinvii a futuri e sempre più alti obbiettivi. Una specie di roulette russa, un crescente gioco al rilancio dal quale non si esce se non definitivamente sconfitti.

La parte migliore della vita si svolge dentro le sconfitte. Nelle sconfitte spesso abbiamo giocato le partite migliori, quelle con più entusiasmo. Sicuramente quelle con più trasparenza, lealtà, amore. Le partite dove eravamo schierati dalla parte giusta, fatalmente le abbiamo perse.

La sconfitta, al pari della vittoria, è solo un trucco semantico, un inganno del linguaggio, che nasconde tra le pieghe della sua costruzione logica, il più semplice segreto della felicità: la rinuncia alla volontà di dominio e di controllo su se stessi e sugli altri.