Spesso nell’uso corrente i mass media confondono retorica e demagogia al punto da farne sinonimi, ma non lo sono affatto. La retorica è l’arte dialettica della persuasione, e ne rappresenta in qualche modo la specializzazione linguistica e stilistica. La dialettica a sua volta è la capacità  di attraversare la diversità per giungere ad una sintesi.

La dialettica è sempre l’autentica ricerca della ragione, mentre la retorica è l’astuzia, l’artificio, con cui la sincera ricerca della verità viene adattata alle esigenze di convincimento del pubblico. La dialettica riguarda la rettitudine della coscienza, mentre la retorica è il mestiere di chi deve raccogliere consenso. Un favore mai a scapito della verità, perchè la retorica è un forma del linguaggio essenzialmente vera, adeguata alle esigenze degli ascoltatori.

Il retorico dice cose in cui crede, ma le adatta agli interessi, alla cultura, ai modelli di pensiero degli ascoltatori, allo scopo di essere compreso ed approvato. 

La demagogia al contrario non adatta la verità al pubblico, ma adatta la debolezza dialettica del pubblico agli argomenti. A differenza del retorico, al demagogo della verità non interessa nulla perchè il suo solo scopo è essere creduto, ed il suo compito è senz’altro più agevole.

Il fascino della grande bugia

Come tutti sanno le bugie sono spesso più affascinanti e persino più logiche, coerenti e credibili della verità, al punto che più la bugia è grande, e più risulta plausibile.

Per questo motivo il demagogo non si fa scrupolo di costruire un impianto narrativo sostanzialmente falso, infarcito qua e là di quel minimo di verità per entrare meglio nelle grazie degli ascoltatori. In maniera spicciola si potrebbe definire la retorica come un insieme di verità corrette con un pò di bugie, mentre la demagogia come un complesso di bugie corrette con un minimo di verità.

Il risultato sorprendente nei rispettivi sistemi di argomentazione, è che nella retorica verità e bugie si scontrano e smascherano a vicenda. Nella demagogia al contrario, il peso della menzogna surclassa ogni piccola verità e la sua forza consiste nella apparente omogeneità di tutti i suoi argomenti e conclusioni accessorie. La forza della retorica scommette sulla intelligenza degli ascoltatori, mentre il potere della demagogia investe al contrario nella ingenuità degli interlocutori.

Producendo il paradossale risultato, per cui i retorici hanno molti stili differenti e stentano a trovare una  sintonia vantaggiosa e definitiva. Al contrario i demagoghi, dovendo solo recitare un copione, trovano molto più congeniale ritrovarsi al sicuro nella saldezza dei propri ranghi ideologici.

Retoriche sono pertanto quelle forze politiche che sviluppano una vivace e potenzialmente controproducente dialettica interna. Demagogiche sono quelle forze politiche in cui tutti la pensano sempre allo stesso modo.

Pensarla in maniera discorde sarebbe letale per la credibilità del gruppo, che infatti impone l’uscita di scena ad ogni attore troppo indipendente rispetto al copione scritto dal regista.