Quando parliamo di libertà e di tempo, sappiamo a cosa ci riferiamo? Ogni avvenimento è spontaneamente legato all’esperienza temporale. Si svolge nel tempo, in un dato luogo, secondo cause ben precise, senza alcun nesso apparente con la libertà. In natura nulla è libero, ma corrisponde fedelmente al flusso del tempo condizionato dall’equilibrio delle forze coinvolte.

Il tempo è un fenomeno psicologico.

Esso è la somma degli istanti catturati dalla memoria inerenti ai cambiamenti durante il loro svolgimento e causati da stimoli precisi.  Dunque memoria, cambiamento, causa, sono i tre momenti dell’esperienza del tempo in cui si svolge ogni avvenimento. Parlare degli avvenimenti significa mettere in moto la memoria dei cambiamenti  svoltisi secondo leggi razionali.

Gli avvenimenti sorgono nella mente, ed è grazie alla memoria che essi acquisiscono corpo e sostanza emergendo dalle impressioni ricavate dai sensi. La perdita della memoria fa sparire il presente e con esso ogni razionale concetto di tempo. Perdere la memoria significa perdere l’anima, e con essa smarrire ogni tipo di realtà esterna.

Essendo un fenomeno mentale, gli avvenimenti ci fanno litigare più delle bugie o delle cose immaginate, perché anche gli avvenimenti hanno ben poco di oggettivo ma molto di soggettivo, proprio come le bugie o le favole.

Ogni avvenimento ha delle cause a loro volta prodotte come effetto di cause precedenti. Spesso nella mente  le cause acquisiscono una motivazione dolosa, come colpa, specie quando non sia possibile individuarle, come incapacità di accettare il caso. Gli stimoli di azione e reazione che regolano il flusso degli eventi, nella dimensione umana spesso si riducono ad azioni di forza, spesso anche di prepotenza, sopraffazione, sopruso, pressione sulla libertà altrui fino ad estinguerla.

Trascorriamo la vita nell’attribuire colpe a questo o a quello, magari a noi stessi, e a intendere ogni cosa come motivata da una lotta tra il bene e il male. Eppure esiste una opzione capace di uscire da tutto questo, in grado di arrestare il tempo, e consiste nell’esperienza della libertà.

L’autonomia

L’autonomia da ogni principio di azione e reazione è l’esperienza che ferma il tempo, che spezza la catena di causa ed effetto nel naturale flusso degli avvenimenti che conduce sempre alla lotta senza quartiere. Non è solo per un eccesso di sintesi se la storia si riduce ad essere l’articolazione degli eventi bellici. La vita è solo un sinonimo del tempo, e il tempo coincide con la incessante serie di momenti di lotta che la memoria ci ha tramandato.

Gli unici momenti realmente liberi sono quelli in cui per scelta ci rendiamo autonomi dal fluire del tempo, ci rendiamo autonomi dalle offese, dai torti, dal fango che ci circonda, dal male che ci sovrasta. Per essere liberi occorre la forza e il coraggio di cancellare gli scampoli di memoria infettati dal male. La libertà può allora diventare una vera macchina del tempo, capace di arrestarlo fuoriuscendo dal suo sentiero apparentemente obbligato.

La libertà nasce nella coscienza, come capacità di bloccare la successione degli istanti impressi nella memoria, decidendo di spezzarne la concatenazione.

La libertà nasce nel perdono, nell’amore autentico, nella pietà, che sceglie di arrestarsi, di spezzare la sequenza logica del tempo. Il perdono e la pietà conducono realmente ad istanti senza tempo, cioè alla vita eterna. Una esperienza concreta, che abbiamo già fatto molte volte magari a nostra insaputa, se solo avessimo avuto il “tempo” di accorgercene.